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Ariminum Digitale

Progetto Ariminum Digitale

Per una fruizione interattiva del patrimonio archeologico, storico-artistico e culturale della Biblioteca e dei Musei del Comune di Rimini 

Ariminum digitale è il progetto promosso dal Comune di Rimini, attraverso la Biblioteca civica Gambalunga e i Musei comunali, per sviluppare un nuovo modello di accesso, conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale cittadino attraverso gli strumenti e le tecnologie digitali. L’iniziativa nasce nell’ambito del PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027 e intende mettere in relazione patrimonio, innovazione tecnologica e nuovi modelli di fruizione, creando un’infrastruttura digitale destinata a crescere nel tempo e ad accogliere progressivamente nuove collezioni e nuovi contenuti.

Il progetto prende avvio da tre nuclei tematici particolarmente significativi per la storia e l’identità culturale di Rimini: l’archeologia, il Trecento e il Medioevo riminese, René Gruau e il Novecento. Si tratta di tre ambiti che permettono di raccontare epoche, patrimoni e vicende diverse della città e che, al tempo stesso, presentano un forte interesse anche al di fuori del contesto locale. Attorno a questi temi saranno messi in relazione patrimoni conservati in istituzioni diverse, costruendo percorsi capaci di collegare opere, libri, fotografie, documenti, luoghi, personaggi e vicende della storia riminese.

Uno degli aspetti più importanti del progetto è infatti la collaborazione tra Biblioteca Gambalunga e Musei comunali, chiamati a lavorare insieme per superare la tradizionale separazione tra patrimonio librario, documentario, fotografico e museale. La digitalizzazione non viene concepita soltanto come un’operazione tecnica di riproduzione dei materiali, ma come uno strumento per creare nuove forme di racconto e di accesso alla conoscenza. Il patrimonio potrà così essere consultato, studiato e valorizzato anche da chi non può raggiungere fisicamente gli istituti, mentre le nuove tecnologie potranno arricchire e rendere più coinvolgente anche l’esperienza di visita in presenza.

Per la Biblioteca Gambalunga, il progetto interessa in particolare alcuni importanti patrimoni fotografici, documentari e librari collegati ai tre ambiti individuati. Per quanto riguarda l’archeologia, sono coinvolti, tra gli altri, l’Archivio fotografico e l’Archivio Tonini, insieme alla documentazione relativa alla storia delle scoperte archeologiche riminesi. Per il Trecento e il Medioevo saranno valorizzati materiali legati alla riscoperta del patrimonio artistico cittadino, compresa la documentazione relativa alla scoperta degli affreschi nel 1916. Il nucleo dedicato a René Gruau e al Novecento comprende invece periodici e numeri unici dedicati alla Rimini balneare, disegni, fotografie e altri materiali che consentono di ricostruire il rapporto tra la città, la cultura balneare e la figura internazionale di Gruau.

Il principale risultato del progetto sarà la realizzazione di una Biblioteca digitale open access, basata sulla piattaforma DSpace-GLAM. L’obiettivo è andare oltre la semplice pubblicazione online dei materiali digitalizzati: la nuova piattaforma dovrà diventare progressivamente un vero e proprio portale della cultura e della storia di Rimini, capace di riunire contenuti provenienti dalla Biblioteca e dai Musei e di offrire agli utenti nuovi percorsi di esplorazione. La piattaforma sarà interoperabile e dinamica e potrà essere ampliata in futuro con ulteriori collezioni e contenuti, ponendo le basi per una più ampia rete digitale del patrimonio culturale cittadino.

La Biblioteca digitale avrà anche una precisa funzione di accessibilità e inclusione. Il progetto prevede infatti la possibilità di integrare sistemi audio per le persone non vedenti, contenuti video sottotitolati e in linguaggio semplificato e video in LIS. L’intento è fare in modo che la disponibilità digitale del patrimonio rappresenti anche un’occasione per ridurre le barriere alla conoscenza e ampliare la possibilità di accesso ai contenuti culturali.

Alla nuova piattaforma saranno affiancati diversi strumenti di comunicazione e narrazione. Sono previste video story interattive e multilingue, pensate per presentare gli istituti culturali, la loro storia, le collezioni e il patrimonio conservato, fruibili sia online sia direttamente negli spazi della Biblioteca e del Museo. Saranno inoltre realizzati virtual tour, con l’obiettivo di permettere la conoscenza degli istituti, dei loro contesti urbani e monumentali e delle opere conservate anche a distanza. Tra i percorsi previsti assume particolare rilievo quello dedicato al Trecento riminese, che coinvolgerà, in collaborazione con la Diocesi di Rimini e la Fondazione Carim, alcuni dei principali capolavori conservati in città, con particolare attenzione al Giudizio Universale di Giovanni da Rimini.

Un capitolo specifico riguarda la Domus del Chirurgo, uno dei patrimoni archeologici più importanti della città. Il progetto prevede la realizzazione di ricostruzioni tridimensionali e applicazioni di realtà virtuale e realtà aumentata, attraverso le quali sarà possibile ricostruire la Domus nella sua configurazione originaria e rappresentare anche il momento della sua riscoperta durante gli scavi. I contenuti saranno accessibili online e attraverso dispositivi personali, come smartphone, visori VR e occhiali AR. Negli spazi del Museo della Città sarà inoltre realizzata una sala immersiva, nella quale la ricostruzione virtuale della Domus potrà essere proposta attraverso proiezioni sincronizzate e un sistema audio, dando vita a un’esperienza di visita fortemente coinvolgente.

A completare il sistema sarà App@Rimini Digitale, pensata per accompagnare cittadini e visitatori nella scoperta della città e dei suoi luoghi della cultura. L’applicazione utilizzerà tecnologie di riconoscimento delle immagini, machine learning e realtà aumentata per orientare l’utente tra monumenti, musei e Biblioteca e per proporre percorsi e contenuti differenziati in base alle diverse tipologie di pubblico. Una particolare attenzione sarà riservata alla possibilità di aggiornare e modificare nel tempo i contenuti, così da permettere agli istituti di proporre itinerari diversi e favorire il ritorno dei visitatori.

Il progetto prevede inoltre la realizzazione di quattro postazioni touchscreen collocate in punti strategici di grande afflusso – tra cui la stazione ferroviaria, la Fiera, l’aeroporto Fellini e Piazza Malatesta – con l’obiettivo di fornire informazioni sui servizi culturali cittadini e promuovere l’utilizzo dell’applicazione. In questo modo la Biblioteca e i Musei potranno entrare in relazione con il pubblico anche al di fuori dei propri spazi, intercettando cittadini, turisti e visitatori temporanei già nei principali luoghi di accesso e attraversamento della città.

La trasformazione digitale riguarderà anche il modo di gestire e conservare le collezioni. Il progetto prevede una piattaforma digitale per la gestione del patrimonio museale, insieme allo sviluppo dell’interoperabilità tra i diversi sistemi. Saranno inoltre installati sistemi di monitoraggio digitale del microclima, utili a controllare in tempo reale le condizioni di conservazione di ambienti e opere e a costruire nel tempo una base di dati utile anche agli studi diagnostici. A queste attività si affiancheranno interventi di formazione e aggiornamento del personale, indispensabili per garantire un utilizzo efficace e sostenibile delle nuove tecnologie.

In questo senso, digitalizzare significa anche conservare. La possibilità di consultare online riproduzioni e contenuti digitali potrà ridurre, in determinati casi, la necessità di consultazione degli originali, contribuendo alla loro tutela. Allo stesso tempo, la disponibilità di cataloghi, immagini e documenti in rete offrirà nuove possibilità di ricerca alla comunità scientifica e ai ricercatori indipendenti e permetterà a cittadini e visitatori di costruire percorsi personali di conoscenza del patrimonio.

Il progetto nasce anche dalla volontà di raggiungere nuovi pubblici. I dati raccolti nel progetto mostrano infatti una forte presenza fisica sia nella Biblioteca sia nei Musei, ma anche un significativo potenziale di crescita sul piano digitale. Nel 2022 la Biblioteca ha registrato oltre 131.000 presenze in sede e più di 42.000 visitatori sul proprio sito web, mentre il Museo della Città e la Domus del Chirurgo hanno registrato complessivamente circa 43.000 visitatori. L’obiettivo è utilizzare i nuovi strumenti digitali per ampliare questi pubblici, intercettando persone che non frequentano abitualmente gli istituti e rendendo disponibili i contenuti anche quando i servizi in presenza sono chiusi.

Le aspettative del progetto sono significative: si prevede di incrementare almeno del 5% il pubblico in presenza di Biblioteca e Museo nel primo anno di attività e di raggiungere, attraverso la Biblioteca digitale e la piattaforma museale, 200.000 presenze complessive tra fisiche e virtuali.

Ariminum digitale si configura quindi come un progetto che va oltre la semplice digitalizzazione delle collezioni. È un intervento che mette in relazione conservazione, ricerca, accessibilità, divulgazione e valorizzazione, utilizzando le tecnologie per costruire nuove modalità di incontro con il patrimonio culturale. La Biblioteca Gambalunga e i Musei comunali diventano così parte di un unico ecosistema digitale, nel quale libri, documenti, fotografie, opere, luoghi e storie possono essere messi in relazione e restituiti al pubblico attraverso linguaggi diversi.

La nuova infrastruttura rappresenta, infine, una base per lo sviluppo futuro: l’obiettivo è infatti che la Biblioteca digitale possa progressivamente accogliere nuove collezioni e nuovi percorsi, favorendo la collaborazione tra gli istituti culturali del territorio e diventando un punto di riferimento per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale riminese.

 

Il progetto è realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna

 

 

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