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Archivio fotografico di Pasquale Bove

Pasquale Bove, autoritratto (©Archivio fotografico di Pasquale Bove)
Pasquale Bove, autoritratto (©Archivio fotografico di Pasquale Bove)
Biografia

Pasquale Bove nasce a Foggia il 7 novembre1958. Da piccolissimo insieme alla famiglia si trasferisce a Rimini, dove tutt’ora vive. La fotografia lo incuriosisce e nei primi anni ‘80 acquista una Zenith, macchina fotografica prodotta nell’Est Europa. All’epoca Rimini non offriva grandi opportunità per imparare il mestiere, così le prime lezioni le prende per corrispondenza, iscrivendosi alla mitica Scuola Radio Elettra. A farlo crescere sono i grandi fotoreporter nelle redazioni giornalistiche, prima alla «Gazzetta di Rimini», a seguire per «Il Resto del Carlino», l’ANSA e l’EPA (European Pressphoto Agency). Collabora inoltre con il «Corriere della sera» e lavora per alcune riviste della Mondadori, come «Donna Moderna», «Grazia», «Oggi», «Cronaca Vera» e con il quotidiano tedesco «Bild». Il senso della notizia ed essere al punto giusto al momento giusto gli fanno spesso catturare immagini esclusive. Un esempio su tutti, le sue foto degli scontri fra gli hooligans, in occasione dei Mondiali di Calcio Italia ‘90, finiscono sul «New York Times», l’inglese «Daily News» e sui maggiori giornali inter-nazionali. Vincitore del premio TPV (Toscana), le sue immagini fanno il giro delle redazioni dei più importanti quotidiani e periodici nazionali con i quali ancora oggi collabora. Nel 2016 alcune sue opere vengono esposte al “Festival Fotografia Europea” di Reggio Emilia e pubblicate all’interno del libro Italy&Italy, a cura di Luca Santese, presentato prima al MoMA di New York e, nel 2017, alla Galleria indipendente Gigantic di Milano, con una mostra/installazione. Nel 2021 collabora alla realizzazione del documentario “La banda della Uno Bianca” (prodotto per Sky Crime), attraverso alcuni suoi scatti e con una intervista, in quanto testimone, dietro l’obiettivo, dei sanguinosi fatti di cronaca accaduti tra la fine degli anni’80 e i primi anni ‘90.

 

L'Archivio fotografico di Pasquale Bove

L'Archivio fotografico di Pasquale Bove è stato acquisito dalla Biblioteca Gambalunga nel 2026 grazie alla vincita del bando STRATEGIA FOTOGRAFIA 2025 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (MiC), con il progetto intitolato L’archivio fotografico di Pasquale Bove: la Rimini di fine ‘900 tra cronaca e immaginario.

Prevalentemente a carattere fotogiornalistico, l'Archivio Bove comprende negativi su pellicola (b/n e colore), positivi su carta fotografica, e file digitali nativi. L’archivio raccoglie oltre quarant’anni di attività giornalistica e documentaria, svolta principalmente nella città di Rimini e nel suo circondario, ma con apertura a contesti nazionali e internazionali. 

L’Archivio Bove è suddiviso in tre sezioni principali: una analogica composta da circa 337.000 negativi in acetato (bianco e nero e colore), ordinati cronologicamente; una sezione di circa 20.000 stampe positive, ordinate per tematiche; una sezione digitale composta da 40 hard disk, ciascuno da 1 terabyte, contenenti immagini digitali native, parte delle quali già oggetto di metadatazione. Le immagini coprono una vasta gamma di soggetti: cronaca nera, spettacolo, musica, sport, eventi politici e culturali, manifestazioni pubbliche e ritagli di quotidianità. Tra i servizi più rilevanti: il funerale di Federico Fellini, il caso San Patrignano e il processo a Vincenzo Muccioli, le Giornate internazionali del Centro Pio Manzù, il Meeting per l’Amicizia fra i Popoli. Compaiono anche figure di rilievo mondiale come Lady Diana, Gorbaciov, Bush, Madre Teresa di Calcutta, Rita Levi-Montalcini, Henry Kissinger. La produzione fotografica documentata copre un arco temporale che va dal 1985 ai primi anni 2020. I negativi e i positivi analogici riguardano principalmente il periodo compreso tra il 1985 e la fine degli anni ’90, mentre il materiale digitale – progressivamente prodotto e archiviato a partire dagli anni 2000 – testimonia la transizione alla fotografia digitale. La produzione è continuativa nel tempo, con un’intensa attività documentaria nei decenni Ottanta e Novanta, in cui Rimini diventa teatro di eventi e personaggi internazionali. Il fotografo ha documentato trasformazioni sociali e culturali del territorio, mantenendo al contempo uno sguardo aperto sulla dimensione nazionale e internazionale. La formazione dell’archivio ha seguito l’evoluzione professionale del fotografo. Avviata negli anni ’80 con la raccolta sistematica di negativi, la struttura dell’archivio si è ampliata con la creazione di positivi tematici, fino a includere, negli anni 2000, la produzione digitale. L’ordinamento cronologico e tematico è stato curato direttamente dall’autore, così come parte della metadatazione digitale, a testimonianza di un’attività consapevole di costruzione e conservazione della memoria fotografica. L’approccio inclusivo e non gerarchico dell’autore (che non fa distinzione tra soggetti per estrazione sociale, appartenenza politica o identità culturale) conferisce all’archivio un alto valore culturale, antropologico e sociale.

L’Archivio Bove rappresenta una straordinaria testimonianza visiva della storia recente italiana, osservata da una prospettiva territoriale ma connessa a eventi e temi di rilievo nazionale e internazionale.

L'archivio è in corso di catalogazione nel Catalogo Scoprirete:

Albero archivistico

 

 

Bibliografia

-Fotografie slow: dai fotografi agli archivi più importanti di Rimini, di Gaia Matteini, ph. Pasquale Bove; intervista pubblicata in «Rimini in magazine», 2020.1, p. 22-26.

-Italy&Italy, fotografie di Pasquale Bove; curato da Luca Santese, Pianello Val Tidone, Cesura Publish, 2016.

-Romagna sotto la neve, febbraio 2012, prefazione di Giovanni Morandi, con un testo di Pier Luigi Martelli; fotografie di Pasquale Bove, Argelato, Minerva, 2012.

-Il Palio del daino e gli antichi mestieri, Pasquale Bove, Venanzio Raggi, Franca Romani; a cura della Pro loco di Mondaino, Rimini, Guaraldi, 2005.

 

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