Il 1968 inizia all’Altro mondo: 55 anni fa il primo capodanno televisivo di Rimini

29 Dicembre 2022

Per tantissimi italiani ed europei degli anni Sessanta Rimini è sole, mare e spiaggia, ristoranti, locali da ballo e cinema all’aperto, luogo di relax e divertimento, in una parola è il mondo della vacanza. Un "altro mondo", altro da quello della routine quotidiana della vita di tutti i giorni e nei freddi mesi invernali è un mondo ancora lontano, è un mondo che ancora non esiste: Rimini d’inverno è un concetto che il loro pensiero non considera.

Domenica 31 dicembre 1967, a una manciata di minuti da mezzanotte, ecco che, dal Programma Nazionale RAI ricompare, in eurovisione, il richiamo a quel mondo. “L’Altro mondo” di Rimini, la futuristica e fantascientifica discoteca di Gilberto Amati, giovane rampollo del re dell’edilizia locale, inaugurata solo 5 mesi e mezzo prima, si sta giocando alla pari con la Bussola, storico locale della Versilia, lo show di capodanno. Prima della mezzanotte si rimbalzano i collegamenti tra l’Adriatico e il Tirreno mentre, da mezzanotte e venti all’una, lo schermo televisivo sarà tutto per L’Altro Mondo di Rimini.

Dalle pedane della discoteca, sotto la conduzione di Daniele Piombi e illuminati dalle fantasmagoriche sciabolate di colori del mago delle luci Elio Pasquini, si alterneranno Milva, Ricky Gianco, Ronnie Jones, Louiselle, Peppino Gagliardi, Little Tony, gli Anonima Sound e i Jockeys. I giornali annunciarono anche la presenza di Federico Fellini che avrebbe presentato il suo libro La mia Rimini con Sergio Zavoli, presentazione che verrà poi spostata nel marzo del ‘68.

L’evento fu un bel colpo per l’immagine della riviera riminese e per l’iniziativa imprenditoriale di Amati che però lasciò anche qualche strascico polemico sui giornali. Dalle colonne de Il Corso si criticò la decisione dell’Azienda di Soggiorno di non voler sostenere l’iniziativa, considerata dal suo Consiglio un intervento speculativo privato, danneggiando così la portata pubblicitaria dell’evento. La Provincia rincarò la dose di polemiche allargando la responsabilità di non “cavalcare” l’evento anche all’Associazione degli Albergatori, colpevoli di non capire quanto fosse prezioso, soprattutto sul mercato inglese che proprio in quel periodo stava registrando una flessione, un passaggio in eurovisione.

Di questo primo capodanno televisivo riminese Davide Minghini documentò l’evento così come si presentò in casa di milioni di telespettatori: fotografandone cioè qualche momento direttamente alla tv di casa sua.

Poi vennero i 365 giorni dopo quel capodanno e furono il mitico “Sessantotto”.

Per il capodanno del 1969 la RAI scelse ancora L’Altro mondo di Rimini accoppiandola con Asiago, portabandiera del turismo montano e annullando il collegamento con la Bussola*. Questa volta l’evento ebbe anche l’appoggio dell’Azienda di soggiorno. Lo spettacolo da L’Altro Mondo sarebbe stato garantito da “Pocho” Gatti e la Big Band l’Altro Mondo, dal complesso greco Aphrodite’s Child, dall'Anonima Sound, dai New Trolls e dai cantanti Farida, Jimmy Browning Giuliana Valci e Maurizio. A condurre la serata sempre Daniele Piombi affiancato da Mita Medici, al secolo Patrizia Vistarini, attrice e cantante che nel 1967 aveva girato, a Rimini, il film Pronto…c’è una certa Giuliana al telefono. Venne previsto anche un collegamento esterno dal Porto canale di Rimini dove, nei pressi del faro, si sarebbero esibiti, a bordo della Tenax, il gruppo folk dei Canterini Romagnoli e avrebbe avuto luogo uno spettacolo pirotecnico. Per essere protagonisti della serata occorreva sborsare 11.000 lire con le quali si poteva cenare e brindare a Champagne all’anno nuovo. Questa volta Minghini scattò in presa diretta, immerso in quello spettacolo che Silvano Cardellini, dalle colonne de Il Corso, così sintetizzò: “fra i fasci di luce di fecondi, inaspettati riflettori, fra il modularsi ed accoppiarsi continuo di musica [...] ognuno si trova a proprio agio: a volte è illuminato, a volte è avviluppato in una sensuale, relativa oscurità; un’alternarsi di luce e di buio che è un poco simile all’atteggiamento di colui che s’appressa ad entrare nell’anno nuovo: titubante e speranzoso”.

 

*La decisione della RAI di annullare il collegamento con la Bussola arrivò, all’improvviso e inaspettatamente, solo due giorni prima del 31. Come ricostruisce lo stesso Sergio Bernardini, storico patron del locale di Marina di Pietrasanta, nel suo libro Non ho mai perso la Bussola, la RAI si tirò indietro avanzando vaghe giustificazioni di altri impegni urgenti che avrebbero occupato la troupe incaricata delle riprese. La vera ragione la si capì poi la sera dell’ultimo dell’anno quando, già dalle nove, pochi capannelli di persone accolsero l’arrivo dei primi clienti con uno striscione rosso “Studenti e operai uniti nella lotta” per poi trasformarsi in un assalto in piena regola con l’arrivo del gruppo di Potere Operaio e del Movimento Studentesco di Pisa che infuocò l’intera notte e si concluse col ferimento grave di uno studente sedicenne.

 

Guarda tutte le foto del capodanno 1968 e 1969 fatte da Davide Minghini su Scoprirete

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