“Bella e cara Rimini”: 40 anni fa la visita di Papa Giovanni Paolo II a Rimini dall'Archivio Minghini

29 Agosto 2022

Ma come? Mi avete detto: tu devi venire a Rimini a parlare e noi ti ascolteremo. Invece, qui è un po' diverso. In realtà, mi avete detto: tu devi venire a Rimini, noi ti ascolteremo, ma ti sottoporremo anche a un esame”. Così, scherzosamente, Giovanni Paolo II, ha interrotto la serie di domande che i giovani del Meeting di Rimini gli stavano ponendo, nel primo pomeriggio del 29 agosto del 1982, durante l'incontro con i diecimila aderenti al Movimento popolare e a CL, nei padiglioni della Fiera, per poi proseguire nel suo programma di visita.

 

Visita importante quella di Papa Wojtyla a San Marino e Rimini. Per la piccola Repubblica sarà la prima visita ufficiale di un pontefice. Doppiamente importante per Rimini che vede un papa all'inizio di un'avventura, quel Gregorio XVI che autorizzò Il primo “Stabilimento dei bagni” realizzato nel 1843 e un Papa, 139 anni dopo, che scegliendo Rimini per sottolineare l'attenzione della Chiesa al turismo ne sigla il felice esito, testimoniando al mondo che in nessuna altra parte, se non qui, il turismo è una realtà compiuta. Altresì importante perchè un Papa, per la prima volta, si rivolgerà direttamente non ad una realtà ecclesiale ma a gruppi di cattolici impegnati in una attività culturale: Il Meeting, che con la benedizione di Giovanni Paolo II sarà, di fatto, consacrato principale avvenimento culturale-ricreativo-sociale in chiave cattolico-militante di tutta l'Europa Occidentale.

 

In meno di 4 anni di pontificato, per Papa Wojtyla, San Marino sarà il 28° stato estero visitato e Rimini la 27a città, un'attività straordinaria considerando pure l'episodio dell'attentato. La visita a Rimini nasce nell'aprile del 1980 quando il Vescovo di Rimini, Mons. Giovanni Locatelli, in occasione di un'udienza ne avanza l'idea. Il 26 luglio del 1982 una telefonata dal Vaticano la confermerà: il Papa sarà a San Marino e Rimini domenica 29 agosto. Un mese per organizzare un avvenimento importantissimo! Come si suol dire in queste occasioni la macchina organizzativa inizia subito a lavorare e diocesi, amministrazione comunale, associazioni di categoria e di volontariato mettono in moto una task force formidabile: c'è in gioco l'immagine di Rimini nel mondo. L'evento avrà una copertura mediatica pressochè totale da parte della RAI che in eurovisione, effettuando un ping pong fra RAI 1 e RAI 3, trasmetterà le messe celebrate a San Marino e Rimini e l'incontro con i ragazzi del Meeting. Quando la mattina del 29 agosto alle 7:38 il DC9 bianco dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Italiana con a bordo il Papa atterra all'aeroporto di Miramare è stato tutto meticolosamente predisposto. È previsto un afflusso complessivo per la giornata di oltre mezzo milione di fedeli, sono stati approntati oltre 12.000 posti auto e più di 1.200 per i bus, 50.000 sono i posti allo stadio di Serravalle di San Marino dove alle 10:30 il Papa celebrerà messa e reciterà l'Angelus domenicale, 150.000 sono i pass distribuiti dalle parrocchie per partecipare alla messa serale al porto di Rimini dove è stato allestito un palco di 16x20 metri alto 4 con un altare di 4 metri per 1 e una croce bianca in ferro alta 12. Ci sarà il coro delle suore e un organo, il più grande costruito dalla ditta Galanti di Mondaino, il Papa sarà assistito da 250 sacerdoti della diocesi, 30 accoliti e la comunione sarà distribuita da 110 ministri. 10.000 invece sarà il numero massimo fissato per i partecipanti all'incontro alla Fiera dove si svolge la terza edizione del Meeting. Oltre 2.000 sono le forze dell'ordine, con rinforzi giunti da tutta la regione, 21 le ambulanze in servizio, centinaia i giovani volontari tra Scout, Azione Cattolica e CL. Oltre 400 i giornalisti accreditati, le tre reti televisive americane e tutte le più importanti agenzie stampa.

 

Dall'aeroporto di Rimini, a bordo di un elicottero, il Papa si sposterà a San Marino dove sarà accolto dai Capitani Reggenti, il comunista Giuseppe Maioni e il socialista Marino Venturini, saluterà il governo e il Consiglio grande e generale e quindi salirà alla Basilica del Santo poi scenderà a Serravalle per la Messa. Da qui, sempre in elicottero si dirigerà a Rimini atterrando all'area dei ferrovieri in Via Roma, dal suo arrivo per 15 minuti suoneranno tutte le campane della città. Alle 13 all'Arco d'Augusto replicando al saluto delle autorità religiose e al benvenuto del Sindaco di Rimini, il comunista Zeno Zaffagnini, il Papa inizierà così il suo discorso: “Un grazie sincero ed un saluto cordiale rivolgo a voi tutti, cittadini della bella e cara Rimini, come pure a voi, ospiti provenienti da varie parti d'Italia e del mondo che siete venuti a cercare riposo sulle ridenti spiagge di questa terra”. Dall'Arco il pontefice si recherà sulla collina di Covignano al Seminario dove pranzerà con un menù tipicamente romagnolo, quasi casalingo: cappelletti in brodo, carne arrosto e pesce, piadina il tutto annaffiato da Sangiovese, Trebbiano e Albana. Quindi, dopo un piccolo riposo, farà tappa al Meeting e chiuderà la giornata con la messa al Porto di Rimini. Da qui percorrerà tutto il lungomare fino a raggiungere nuovamente l'aeroporto per il viaggio di rientro. Per ricordare la storica visita la Repubblica di San Marino emetterà francobollo da 900 lire disegnato dal riminese Mario Cumo in tiratura di 550.000 copie.

 

La giornata non si concluderà senza qualche episodio di colore. La stampa ne riporterà alcuni: dai manifesti affissi per le vie di Rimini da un “Grruppo di credenti riminesi” critici con la spettacolarizzazione delle visite del Papa a quelli affissi dai lavoratori stagionali che si “scusano” per non poter essere presenti visto che lavorano 12 ore al giorno a quelli occultati dalle vetrine del cinema a luci rosse in pieno centro, a ridosso dell'Arco, fino a quelli comparsi all'esterno di un ristorante del porto che annunciava: “piatto del giorno: strozzapreti”. Dall'episodio dell'annullamento dello sciopero dei dipendenti Enel alla piccola protesta avanzata al “riminese” Sergio Zavoli, presidente della RAI, per la diretta televisiva in eurovisione concessa su RAI 1 alla messa di Serravalle mentre per quella di Rimini prevista su RAI 3 senza eurovisione che vide come risposta dei dirigenti RAI: “Ma noi credevamo che Serravalle fosse il nome dello Stadio di Rimini e quindi di farti un piacere, mandando in eurovisione la messa da lì”.

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