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La vita

Trecento anni fa, il 29 ottobre 1725, nasceva a Rimini Giuseppe Garampi, secondogenito di Lorenzo Garampi e Diamante Belmonti. Entrambi appartenevano alla nobiltà cittadina, ma era la madre, di più antico lignaggio, a discendere da una delle famiglie più illustri della Romagna.

La famiglia viveva nel cuore della città, in Piazza Tre Martiri, l’antico Foro romano. La loro abitazione era un elegante palazzo affacciato sulla piazza, riconoscibile ancora oggi per la torre con l’orologio, uno dei segni distintivi della scenografia urbana riminese. Nel tempo, l’edificio ha cambiato proprietari, ma conserva intatta la sua memoria storica.
Da non confondere con Palazzo Garampi, l’attuale sede del Comune in Piazza Cavour, che deve il nome a un antenato della famiglia Garampi che contribuì alla ristrutturazione di quell’edificio nel Seicento.

Nel 1743, rimasto orfano di entrambi i genitori, si trova a gestire non solo i propri studi ma anche la responsabilità di una crescita personale accelerata. Avviato alla formazione ecclesiastica, nel 1749 si trasferisce a Roma, presso lo zio materno Alessandro Belmonti, canonico di San Pietro e cameriere segreto di Benedetto XIV. Nella capitale, Garampi partecipa attivamente alla vita delle Accademie Pontificia e Domenicana di Santa Maria sopra Minerva e viene ordinato sacerdote.

Nel 1751, a soli ventisei anni, Garampi è nominato Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, dove avvia il progetto dell’Orbis Christianus, una vasta opera sulla storia dei vescovati cattolici. Nello stesso periodo diventa anche canonico di San Pietro e Prefetto degli archivi di S. Pietro e di Castel Sant’Angelo. Si distingue per la sua erudizione e capacità organizzativa, accumulando un'importante esperienza nel campo della conservazione e gestione di documenti storici.

Nel 1761, Garampi è inviato in missione diplomatica come visitatore apostolico in Germania e Svizzera, e nel 1762 in Olanda e nei Paesi Bassi, con l’incarico di curare gli interessi pontifici in ambito internazionale. Forte sostenitore dello studio teologico e dell’importanza della Bibbia, si batté per il rilancio della cristianità cattolica nel mondo protestante.

Nel 1772, riceve la laurea in utroque iure da Clemente XIV all'Università La Sapienza di Roma. L’anno successivo viene nominato vescovo titolare di Berito e nunzio apostolico in Polonia. La sua attività diplomatica prosegue sotto il pontificato di Pio VI, quando nel 1776 viene nominato vescovo di Montefiascone e Corneto (oggi Tarquinia), applicandosi anche agli studi e scavi archeologici della Tomba del Cardinale.

Nel 1782 accompagna il pontefice ad incontrare Giuseppe II a Vienna. Nel febbraio del 1785, sotto il pontificato di Pio VI, riceve il titolo di cardinale. La sua carriera ecclesiastica e diplomatica raggiunge l’apice, ma la sua salute comincia a declinare.

Giuseppe Garampi muore a Roma il 4 maggio 1792 nel Collegio Germano-Ungarico, di cui era stato nominato protettore. Viene sepolto nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, lasciando un’importante eredità culturale e scientifica, che continua a vivere grazie ai suoi contributi in ambito archivistico, storico e teologico.

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