2 giugno 1946. Buon compleanno Repubblica!
Il 2 giugno di 80 anni fa 38.656 riminesi uscirono di casa e mentre percorrevano le strade della città o della campagna dove erano ancora ben visibili i segni dell’enorme distruzione che aveva causato la guerra, nella tasca dei pantaloni, nel portafogli o nella borsetta, custodivano un foglietto prezioso. Con quello, gli uomini e per la prima volta anche le donne, in una delle 54 sezioni elettorali del comune, avevano diritto di scegliere, liberamente, dopo oltre venti anni di dittatura, il proprio futuro. Con il quesito referendario tra monarchia o repubblica avrebbero deciso la forma istituzionale dello stato. Con la scelta di un partito politico in consonanza con le proprie idee avrebbero eletto gli uomini, e per la prima volta anche le donne, dell’Assemblea Costituente incaricati di scrivere la nuova costituzione.
A questo punto, come ogni anniversario dell’evento fondante della democrazia italiana, si potrebbe passare ai numeri. Dal nazionale al locale, snocciolando i milioni e le migliaia di voti per la repubblica o la monarchia, per i vari partiti, quale fu il più votato, quanti e chi erano gli uomini e le, poche, donne che i voti dei riminesi contribuirono ad eleggere. Si potrebbe dire che Rimini, dei comuni romagnoli sopra i 30.000 abitanti, fu quello che fece registrare l’affluenza più bassa (87,51%), che fu tra i più monarchici (17,52%) che ebbe il maggior numero di voti non validi. Quanti furono gli iscritti, i votanti e di questi quanti le donne e gli uomini...insomma tutto l’”armamentario” statistico.
Questa volta, in occasione dell’80° anniversario, vorremmo, invece, provare a mettere sotto la lente di ingrandimento un aspetto generalmente poco considerato, quello dell’enorme sforzo organizzativo che le istituzioni e quindi uomini e donne che, per lavoro o per passione politica, in una città tutta da ricostruire, materialmente e anche moralmente, misero in campo per far sì che la rinascita democratica potesse avvenire. Ci si chiede sempre, ad esempio, quante e chi fossero le prime donne elette ma non ci si chiede mai quante e chi fossero, quelle donne che, come impiegate dei servizi demografici, come scrutatrici, segretarie e perché no, anche presidenti di seggio o come rappresentanti di lista, permisero il funzionamento della macchina elettorale. Come abbiamo detto Rimini fu suddivisa in 54 sezioni elettorali ogni seggio prevedeva 8 scrutatori, un presidente e un segretario per un totale quindi di 540 persone.
Dorina Annibali ed Elena Maria Savini sono le uniche due donne che compaiono tra i 432 nominativi degli scrutatori designati dal Sindaco il 23 maggio 1946. Dorina è destinata alla sezione numero 49, situata a Torre Pedrera, mentre Elena è assegnata alla sezione 52, nella scuola elementare di Viserba.
Scorrendo invece i verbali delle operazioni elettorali scopriamo che Lelia Fiorentini e Chiara Stambazzi sono assegnate dall’ufficio elettorale come segretarie rispettivamente alla sezione 46, situata a Igea Marina e alla sezione 47 a Bordonchio entrambe ospitate in locali scolastici. Bordonchio e Igea Marina allora erano territorio del comune di Rimini divenendo frazioni del comune di Bellaria quando quest’ultimo ottenne l’autonomia amministrativa nel 1956. Mentre alla Casa del Popolo di San Vito, che ospita la sezione numero 45, è designata, a svolgere la funzione di segretaria, Diana Grilli.
Ma, come accade anche oggi, non sempre gli scrutatori nominati si presentano effettivamente al momento della costituzione del seggio, così capita, infatti, nella sezione 52, dove in seguito ad una defezione lavorerà come scrutatrice Laura Savini, sorella di Elena, come anche a Viserba, nel seggio numero 30 delle scuole comunali di via Mazzini, dove Perilla Pedrelli (Perdicchi) subentrerà in seguito ad un’altra assenza.
Con l’ingresso di Laura e Perilla lo sparuto gruppetto di donne rappresentava appena l’1,3% delle forze messe in campo per il funzionamento dei seggi elettorali riminesi. Oggi, per la prima volta, dopo 80 anni, vogliamo rivolgere un pensiero speciale a queste donne che non solo per la prima volta esercitarono il diritto di voto ma che contribuirono a farlo esercitare ad altre centinaia di donne.
BUON COMPLEANNO REPUBBLICA ITALIANA!

