Silvano Cardellini: Il Papa a Rimini
Nell'agosto del 1982 Rimini si prepara ad accogliere Giovanni Paolo II, atteso al Meeting per l'amicizia fra i popoli e protagonista di una visita destinata a lasciare una traccia profonda nella storia della città e della Chiesa riminese.
In occasione dalla visita di Papa Leone XIV al Meeting e alla diocesi di Rimini, del 22 agosto 2026, riproponiamo due articoli di Silvano Cardellini dedicati a quell'importante appuntamento.
Nel primo, pubblicato alla vigilia dell'arrivo del Pontefice, Cardellini racconta l'attesa che si respira nei padiglioni della Fiera, tra incontri internazionali, ospiti illustri e la conclusione di un'edizione del Meeting destinata a entrare nella storia. Nel secondo allarga lo sguardo alla città e ai motivi che rendono significativa la scelta di Rimini come luogo da cui Giovanni Paolo II decide di parlare del turismo, riconoscendone implicitamente il ruolo centrale nella storia dell'ospitalità italiana.
Sono pagine che restituiscono il clima di quei giorni e insieme offrono una riflessione su uno dei temi più presenti negli scritti di Cardellini: il rapporto fra Rimini, la sua vocazione turistica e la sua proiezione nazionale e internazionale.
Buona lettura!
Le immagini sono tratte dall’Archivio Fotografico della Biblioteca civica Gambalunga.
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MENTRE IL “MEETING” ATTENDE IL PAPA ARRIVANO ANDREOTTI FORMIGONI E ZAVOLI
Programma intenso oggi nel quartiere fieristico: alle 17 tavola rotonda su «il lavoro» (vi partecipa anche il vicedirettore polacco di «Solidarnosc») - In serata (alle 21) «Solidarietà per la pace» con il leader Dc, l’ideologo del Mp e il presidente della Rai.
RIMINI — Due appuntamenti di rilievo oggi al «Meeting per l’amicizia fra i popoli» che domani si appresta a chiudere i battenti con l’intervento di Giovanni Paolo II. Il pontefice compirà — come è noto — una visita a quella che è stata definita la «cittadella del Meeting» e nel salone principale della fiera rivolgerà un discorso ai giovani del Movimento Popolare.
Nel pomeriggio (ore 17) tavola rotonda su «lavoro». Partecipano Emilio Maspero, venezuelano, segretario generale della Clat (conferenza latino americana dei lavoratori), Bohdan Cywinski, polacco, vicedirettore della rivista «Solidarnosc», Juan Tenaxio Marin, spagnolo, membro del Segretariato della Commissione operaia e membro della Commissione economica del Partito comunista spagnolo.
Esponenti della Clat, del Movimento Popolare e della Clat si sono dati appuntamento a Rimini, nell’ambito del Meeting, per dar vita ad una internazionale culturale dei movimenti d’ispirazione cristiana. Insomma, Rimini suggella la nascita di quella che potrebbe diventare l’«internazionale» dei lavoratori cristiani.
Identici gli ideali di presenza dei cattolici nella società civile, identico il richiamo costante alla enciclica di Giovanni Paolo II: «Laborem Exercens».
Il secondo appuntamento della giornata è per le ore 21. Il salone principale della fiera ospiterà «Solidarietà per la pace», una manifestazione con la partecipazione dell’on. Giulio Andreotti, presidente della Commissione affari esteri della Camera, del dott. Sergio Zavoli, presidente della Rai-Tv, e di Roberto Formigoni, responsabile del Movimento Popolare.
Alla manifestazione interverranno rappresentanze politiche internazionali. Domani la giornata conclusiva all’insegna dell’arrivo del Papa. È la prima volta che un pontefice si rivolge così direttamente non ad una realtà ecclesiale ma a gruppi di cattolici impegnati in una attività culturale.
Per Movimento Popolare si tratta della ligittimazione ufficiale da parte della massima autorità della Chiesa.
Domani sera alla Fiera la grande festa conclusiva del «Meeting». Nel corso della festa si esibirà l’orchestra sinfonica «F. Fenaroli» di Lanciano. Si tratta di un’orchestra di rilievo internazionale composta da 120 giovani provenienti da tutti i paesi europei. L’orchestra è diretta dal maestro ungherese Thomas Hungar, già direttore della Filarmonica di Berlino e di Londra. In Italia ha diretto le orchestre di Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze e Napoli.
In mattinata la tavola rotonda conclusiva sull’esperienza religiosa risorsa dell’uomo di oggi.
(Il Resto del Carlino - Carlino Romagna, 28/08/1982)
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Fu Gregorio XVI nel 1843 ad autorizzare il primo «stabilimento dei bagni»
Non è un caso che Giovanni Paolo II scelga Rimini per parlare di turismo
A 139 anni dalla prima «invenzione» in spiaggia, un altro Papa torna a siglarne il definitivo ruolo di «capitale» delle vacanze
Non una meta dei tour classici: Venezia, Firenze, Parigi, la stessa Roma. E nemmeno una località emergente: le Seichelles, le Barbados, Singapore. E neppure certi miti che fanno presa sulla vecchia Europa: New York, Miami Beach, Acapulco. No, per sottolineare l'attenzione della Chiesa al turismo, Giovanni Paolo II ha scelto Rimini. Non è certamente un caso. Sul fenomeno delle vacanze il Pontefice parlerà dal porto dove peraltro 125 anni fa si trattenne pure Pio IX arrivato fin lì per dare una occhiata all'«invenzione» locale dello «Stabilimento dei bagni» realizzato sulla spiaggia riminese nel 1843 su autorizzazione di Gregorio XVI.
Un Papa all'inizio di una avventura, un Papa a siglarne domani il felice esito testimoniando così al mondo che in nessuna altra parte se non qui il turismo è una realtà compiuta. Uno dice Fiat e ha subito in mente l'automobile, uno dice Rimini e pensa immediatamente al turismo.
L'identità di Rimini, del resto, è da sempre nella vacanza altrui. Qui gli anni si riducono a estati e San Silvestro cade per ferragosto. I bambini crescono a latte e turismo, e il bagnante — anche da casa sua — ha sempre ragione. C'è di mezzo una laicissima vocazione turistica che non ha niente a che fare con la raccomandazione di San Paolo: «Siate solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità». Santa Marta è la patrona degli operatori turistici, ma qui nessuno lo sa.
Questa città ha inventato la vacanza per tutti quando era un privilegio bagnare i piedi in mare. Il mare? Dov'è il mare? Rimini l'ha fatto vedere a tutti. A ridosso di 14 chilometri di spiaggia ha realizzato dal nulla 1600 alberghi: la più grossa concentrazione turistica d'Europa. Un miracolo di imprenditori «ruspanti», dalla firma facile — ma onesta — sulle cambiali con le amministrazioni locali sempre a ruota. Ne è venuto fuori, nel tempo, un modello di vacanza che ha girato il mondo e che mille altre località hanno fatto proprio reinventandolo. Da avventura ad industria a ciclo completo, da scommessa a catena di montaggio delle vacanze con più di 30 mila addetti.
Qui è nato il turismo di massa con i suoi rendiconti annuali: tanti posti letto, tanti arrivi, tante presenze. Un crescendo rossiniano fra alti e bassi. Sui numeri, poi, i riminesi hanno pure costruito la «cultura del turismo» con le varie teorie, le ideologie, i movimenti di pensiero, gli eretici, gli ortodossi. E così, nel bene e nel male, Rimini, crocevia di gente in vacanza da tutto il mondo, anticipa fatalmente i fenomeni che solo più tardi diventeranno patrimonio comune.
È la città di tutti. Ha scritto singolarmente il settimanale tedesco «Quick» che questo mare è la vasca da bagno della Germania. Lo potrebbero scrivere anche gli inglesi, i francesi, gli islandesi. Per gli italiani è una stanza di casa. Una media di oltre 700 mila arrivi all'anno per milioni di presenze. È sempre così: gente che va, gente che viene. Appartiene sempre più al mondo e sempre di meno ai riminesi che alternano il dialetto una frase tedesca e fanno il verso ai lombardi. Il turista detta legge in tutto e l’ospitalità, peraltro non gratuita, ha prevalso spesso sul sano municipalismo.
«Il turismo di massa — ha osservato lo scrittore veneto Giuseppe Campolieti — crea fantasmi di città. Rimini ne è un esempio». È tutto vero. Un primato costa sempre. Ad incontrare questo «fantasma» c'è domani sull'Adriatico Giovanni Paolo II. Da qui parlerà al mondo sul turismo esaltandone i valori per l'uomo e per la qualità della vita. I riminesi domani si sentiranno riminesi fino in fondo leggendo nelle parole universali del Papa il senso del loro lavoro. È sempre così: riminesi nella vacanza altrui.
Silvano Cardellini
(Il Resto del Carlino - Speciale Romagna-San Marino, 228/08/1982)

