Nel ventennale della sua scomparsa, il Comune di Rimini e la Biblioteca Gambalunga ripropongono una selezione di articoli che raccontano la città attraverso lo sguardo di uno dei suoi più autorevoli cronisti.
Il primo appuntamento è con "Lettera aperta ai Beatles", pubblicato su Il Corso il 30 agosto 1966. Un testo sorprendente, ironico e brillante, che prende spunto dall'attualità internazionale per mostrare una delle qualità più riconoscibili del giornalismo di Cardellini: la capacità di osservare il presente con intelligenza, spirito critico e una scrittura capace di andare oltre la semplice cronaca.
È il primo di otto articoli che, nel corso di luglio, accompagneranno la campagna "Rimini, una botta d'orgoglio", offrendo l'occasione di riscoprire una voce che ha raccontato Rimini e il suo tempo con passione, rigore e straordinaria lucidità.
Buona lettura.
LETTERA APERTA AI BEATLES
Stranezze della vita, illustri baronetti. Sembrava che da un momento all'altro l'autorevole "Times" — dopo le vostre dementi quanto blasfeme dichiarazioni sul Cristianesimo — uscisse in edizione straordinaria, e a caratteri cubitali portasse scritto: «gli eroi se ne vanno: hanno fatto harakiri».
Le vostre azioni alla borsa di Londra avevano perso — sempre di conseguenza alle vostre suddette dichiarazioni — 250 punti; in America vi attendevano dimostrazioni di protesta che non si sa come sarebbero finite, anche il K.K.K. era disposto ad accogliervi per suonarvele. Una ragazza di Londra, una di quelle che dorme con la vostra fotografia sotto il cuscino, aveva detto: «se gli americani faranno del male ai Beatles, scoppierà la terza guerra mondiale».
Tutti i benpensanti non aspettavano altro che voi aveste attaccato la chitarra "al muro" e ve ne foste andati, biasimati alla unanimità, in qualche sperduta isola, ed avevano ragione: avevate confuso il Dio della religione con il divo della canzone.
Ciononostante, sapete cosa è accaduto? E' accaduto che voi, gli incomparabili Beatles, in America avete avuto un trionfo strepitoso, le vostre azioni stanno riguadagnando i punti persi, i vostri dischi sono ancor più richiesti. Nessuno ricordava più: veramente grottesco. E voi, illustri baronetti, dopo esservi fatta pubblicità — una pubblicità assolutamente negativa — ora mirate, penso, ad un nuovo traguardo: vedere la vostra foto sulla prossima edizione della enciclopedia Britannica. Sarebbe il colmo: la cultura si schiera con i Beatles. Dopo la regina Elisabetta, una altra favolosa vittima.
Distinti saluti
Silvano Cardellini

