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Silvano Cardellini, "Vogliono moglie i preti delle Riviera?"

Nel secondo appuntamento della rassegna dedicata al grande giornalista riminese, ripubblichiamo un articolo del 28 gennaio 1970 che affronta un tema allora al centro del dibattito pubblico: il rapporto tra Chiesa, società e cambiamento.

Partendo da un questionario promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana sul celibato ecclesiastico, Cardellini racconta con equilibrio e precisione il confronto che attraversava anche la diocesi riminese, dando voce a posizioni diverse e restituendo il clima di un'epoca di profonde trasformazioni.

È un esempio significativo del suo modo di fare giornalismo: attento ai fatti, rigoroso nell'analisi e capace di leggere le questioni locali dentro i grandi cambiamenti della società.

L'articolo fa parte della selezione di otto testi proposta dalla Biblioteca Gambalunga nell'ambito della campagna "Rimini, una botta d'orgoglio", promossa dal Comune di Rimini per ricordare, a vent'anni dalla scomparsa, una delle voci più autorevoli del giornalismo riminese.

Buona lettura.


 


 

VOGLIONO MOGLIE I PRETI DELLA RIVIERA?
Un questionario della CEI - I più giovani pensano che in futuro «molti potrebbero sposarsi» - Vivo interesse


(S.C.) – Qual è la posizione dei preti riminesi nei confronti del celibato? Come è stato recepito nella nostra diocesi questo attualissimo problema?
Circa due mesi fa, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha inviato un questionario-inchiesta a tutti i sacerdoti italiani. Molte le domande, e fra queste, implicitamente formulata, si nascondeva quella relativa al celibato.
Nella diocesi riminese, su 235 sacerdoti interpellati 200 non hanno risposto. Degli altri non si conosce niente perché i loro questionari vanno ancora esaminati ed ordinati.
Sebbene in mancanza di dati precisi è tuttavia possibile, stando a molte opinioni raccolte e a molti giudizi riferiti, ricostruire la posizione e gli orientamenti del clero riminese sul problema del celibato.
A titolo di cronaca va riferito che negli ultimi trenta anni, nella diocesi riminese, tre soli preti hanno rinunciato al loro ministero per contrarre matrimonio. Uno ebbe la dichiarazione di nullità della propria ordinazione sacerdotale dal Sant'Uffizio ai tempi del Cardinal Ottaviani; il secondo dopo aver rotto con la autorità ecclesiastica si sposò dapprima civilmente e quindi religiosamente; il terzo infine, dopo aver ottenuto la dispensa, s'è sposato in Olanda ed ha inutilmente chiesto, in seguito, di poter continuare il proprio ministero. In tempi più recenti, due frati sono usciti dalle file: uno si è sposato, l'altro forse lo farà presto.
Al di là di questi casi di cronaca, la posizione del clero riminese sul celibato la si può schematizzare a seconda dell'età dei sacerdoti stessi.
La più parte del clero ultraquarantenne è a favore del celibato. Tuttavia alcuni di essi, molto anziani, sono contro tale principio perché – dicono – ci sono stati troppi scandali a causa di esso.
Non tutto il clero fra i trenta e i quaranta anni è per la abolizione del celibato. Molti osservano, infatti, che il sacerdote debba essere lasciato libero di decidere in merito. Ed essi ritengono che, di fronte a questa scelta, molti opterebbero per il celibato.
I preti sub trentenni inseriscono il problema della secolarizzazione del clero in quello più ampio della loro condizione nella comunità ecclesiale e in quello delle strutture della Chiesa. Una volta che il sacerdote si sia reso indipendente in senso organizzativo ed economico, essi ritengono che la questione del celibato possa essere affrontata concretamente.
I preti più giovani sono dell'opinione che, in futuro, mutatasi qualitativamente la posizione sacerdotale, molti preti si sposeranno sia per meglio interpretare i problemi della famiglia e della società sia per dare un concreto esempio di vita.
Nella nostra diocesi, come del resto in tutte, il problema del celibato non viene discusso ed affrontato autonomamente ma inserito in una più ampia problematica religiosa e sociale che rende meno circoscritta e meno ricca di sollecitazioni polemiche e moderniste la questione della secolarizzazione del clero.


 

(Resto del Carlino, mercoledì 28 gennaio 1970, Cronaca di Rimini, p.7)

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